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Approfondimenti

Conoscere prima di praticare

Una raccolta di guide brevi per orientarsi tra le nostre attività e il Terzo Settore. Niente promesse: solo informazioni verificabili, utili a chi vuole capire cosa scegliere e perché.

Bagni sonori

Cos'è un bagno sonoro e come si svolge

Un bagno sonoro è un'attività di ascolto collettivo: i partecipanti si sdraiano su un tappetino e restano fermi mentre una o più persone suonano dal vivo campane tibetane, gong e altri strumenti a percussione. Dura in genere un'ora. Non c'è nulla da eseguire e nulla da imparare: si ascolta, e basta.

Le campane tibetane tradizionali sono forgiate a mano da una lega di più metalli. Quando vengono percosse con un battente di legno, o fatte "cantare" facendo scorrere il battente lungo il bordo, producono un suono ricco di armonici che si sovrappongono: è questa complessità del timbro a rendere l'ascolto avvolgente, ed è la ragione per cui questi strumenti accompagnano da secoli le tradizioni contemplative dell'area himalayana.

Come ci si prepara. Abbigliamento comodo, una coperta leggera se si teme il freddo da sdraiati, e nient'altro. Il tappetino, se non lo si ha, lo mettiamo a disposizione noi. Si può partecipare senza alcuna esperienza precedente, a qualsiasi età.

Una precisazione importante. Il bagno sonoro è un'attività culturale e di socialità, non una terapia: non cura, non allevia e non sostituisce alcun trattamento medico o psicologico. Chi ha un problema di salute deve rivolgersi al proprio medico. In caso di gravidanza, epilessia, pacemaker o impianti acustici consigliamo di parlarne prima con noi e con il proprio medico curante.


Yoga & Meditazione

Hatha, Vinyasa, Pranayama: come scegliere

La parola "yoga" raccoglie una famiglia molto ampia di pratiche, con origini che risalgono ad almeno 2.500 anni fa nel subcontinente indiano. Quello che oggi in Occidente chiamiamo "yoga" è quasi sempre yoga posturale — una disciplina relativamente recente, definita nella forma attuale nel XX secolo, che combina posizioni del corpo (āsana), tecniche di respirazione (prāṇāyāma) e momenti di interiorizzazione.

Hatha Yoga. È lo stile "fondamentale" da cui derivano molte tradizioni moderne. Le posizioni si tengono più a lungo (anche un minuto o più), il ritmo è meditativo, l'enfasi è sull'allineamento e sul respiro. È ideale per chi inizia, per chi ha bisogno di rallentare e per chi vuole costruire una base solida prima di esplorare stili più dinamici.

Vinyasa Flow. "Vinyasa" significa "disporre in modo armonioso": le posizioni vengono concatenate in sequenze fluide sincronizzate con il respiro. Il ritmo è più sostenuto, l'aspetto cardiovascolare è presente, la sensazione è quella di una "danza meditativa". Adatto a chi cerca movimento e ha già qualche nozione di base.

Pranayama. È la disciplina della respirazione consapevole, considerata da molti testi tradizionali una pratica autonoma e potente. Tecniche come Nadi Shodhana (respirazione a narici alternate), Bhramari (il "respiro dell'ape") e la respirazione diaframmatica completa sono usate da secoli per rallentare il respiro e favorire un senso di calma. Il pranayama è accessibile a tutti, anche senza esperienza di āsana.

Meditazione guidata. Non richiede un corpo flessibile né esperienza spirituale. Si pratica seduti — anche su una sedia — seguendo la voce di chi guida la sessione. È spesso il punto di ingresso più semplice per chi non ha mai esplorato pratiche contemplative.

Il consiglio generale per chi inizia: provare almeno una lezione di ciascuno stile prima di decidere. La compatibilità tra stile, insegnante e momento personale è soggettiva, e ciò che funziona per un amico può non funzionare per noi.


Terzo Settore

Cosa sono APS e RUNTS, e perché contano

Dharmonia è un'Associazione di Promozione Sociale (APS) iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS). Sono due acronimi tecnici, ma per chi sostiene un ente non profit è utile sapere cosa significano.

APS — Associazione di Promozione Sociale. È una delle forme giuridiche definite dal Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017). Un'APS è un'associazione che svolge attività di interesse generale a favore dei propri soci, dei loro familiari o di terzi, senza scopo di lucro. Le APS si distinguono dalle ODV (Organizzazioni di Volontariato) perché possono operare anche a beneficio dei propri membri, mentre le ODV operano principalmente verso l'esterno.

RUNTS — Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. Istituito nel 2021, è il registro pubblico in cui devono iscriversi gli Enti del Terzo Settore per accedere ai benefici fiscali e operativi previsti dalla riforma. L'iscrizione richiede uno statuto conforme, organi sociali regolari, contabilità trasparente e pubblicazione annuale del bilancio. La trasparenza non è opzionale: è la condizione per accedere ai vantaggi.

Cosa significa per chi dona o si iscrive. Le donazioni a enti iscritti al RUNTS sono detraibili dall'IRPEF nella misura del 30% dell'importo donato, fino a un massimo di 30.000 € per periodo d'imposta (art. 83 del Codice del Terzo Settore). Per le aziende, è prevista la deducibilità nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato. Inoltre, le quote associative versate a un'APS non sono assimilabili a corrispettivi commerciali: rappresentano un contributo per il sostegno dell'associazione e delle sue attività istituzionali.

Come verificare. Chiunque può consultare il RUNTS sul portale ufficiale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, cercando l'ente per denominazione, codice fiscale o numero di iscrizione. I dati di Dharmonia sono pubblici nella pagina Trasparenza.


Crescita Personale

Da dove iniziare se non hai mai praticato

Una delle ragioni più comuni per cui le persone esitano ad avvicinarsi allo yoga o alla meditazione è la convinzione di non essere "abbastanza" — abbastanza flessibili, abbastanza calmi, abbastanza concentrati. È un fraintendimento. Lo yoga non è uno sport per persone già allenate; la meditazione non è una pratica per chi ha già una mente silenziosa. Entrambe sono strumenti per costruire ciò che oggi sembra mancare.

Tre indicazioni concrete per chi inizia.

  1. Cinque minuti al giorno valgono più di un'ora alla settimana. La regolarità batte l'intensità. Una pratica breve ma quotidiana — anche solo di respirazione consapevole prima di colazione — modifica il sistema nervoso in modo più stabile di una sessione lunga e isolata.
  2. Trovare un contesto, non solo un'app. Le applicazioni mobili sono ottimi strumenti di supporto, ma la presenza fisica di un facilitatore e di un gruppo cambia la qualità dell'esperienza. Il corpo impara per imitazione e risonanza, non solo per istruzione verbale.
  3. Sospendere il giudizio sui primi risultati. Le prime sessioni possono essere noiose, confuse o emotivamente intense. È normale. Quello che si porta a casa raramente arriva nel momento esatto in cui si pratica.

Per provare di persona, puoi consultare le nostre attività e orari oppure scriverci.

Hai una domanda specifica?

Se hai una curiosità su una pratica, su come iscriverti come socio o su un progetto sociale che ti interessa, scrivici. Rispondiamo personalmente.